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Il recupero del credito insoluto di valore modesto gode di esenzioni e costa meno

La soglia del valore del credito insoluto è il primo elemento da considerare nella scelta dell’avvio di una azione legale, ma non l’unico.

Comunemente si ritiene che tanto più basso sia l’ammontare del credito insoluto tanto meno convenga azionare le vie legali, ma non è sempre così.

Vanno infatti tenuti in considerazione due aspetti importanti:

  • il primo è la parziale esenzione dai costi di giustizia per i crediti di valore inferiore a € 1.033,00
  • il secondo è la maggiore possibilità di recupero non solo del credito ma anche delle spese legali.

Con riferimento al primo aspetto, l’azione legale può essere portata avanti fino alla notifica del precetto sostenendo esclusivamente i costi che seguono:

  • contributo unificato per il deposito del ricorso (€ 21,50);
  • notifica del titolo ottenuto (€ 10,53);
  • notifica dell’atto di precetto (sempre € 10,53) se si decidesse di procedere anche con tale attività;

mentre l’azione è esente:

  • dal costo della marca di deposito del ricorso (€ 27,00);
  • dal costo di autentica delle copie (€ 11,54);
  • dal costo della tassa di registro per l’apposizione della formula esecutiva (circa € 400,00).

Dunque con soli € 42,56 di anticipazioni (contro le consuete €481 circa), l’azione legale può essere condotta fino a poco prima dell’azione esecutiva, la fase maggiormente temuta dal debitore.

Il credito di valore modesto è più facilmente recuperabile

Per quanto invece riguarda le maggiori possibilità di recupero del credito di valore modesto, l’esperienza su un numero cospicuo di lavorazioni conferma che, esse aumentano sensibilmente e che i crediti di valore modesto sono più facilmente recuperabili con l’avvio dell’azione legale.

Naturalmente la variabile di maggior rilievo, nel fare queste considerazioni è sempre la quantità di posizioni creditorie in sofferenza che affliggono l’azienda.

Anche un numero non altissimo di posizioni può tuttavia mettere a disagio le finanze di una piccola azienda e la valutazione concreta della recuperabilità del credito può avere un impatto sulle politiche commerciali e sulla scelta dei metodi di lavorazione degli insoluti.

Le indagini e le istruttorie sulla reperibilità, la circostanza che il debitore sia ancora commercialmente attivo e l’esito della diffida già inviata hanno un forte impatto sul tasso di successo dell’azione di recupero, anche per i crediti di modesto valore.

Può valere la pena “istruire” le pratiche con metodo, acquisendo le informazioni commerciali e agendo con tempestività.

La disponibilità a concedere dilazioni o, se la posizione lo consente, sconti a saldo e stralcio, sono atteggiamenti che aumentano le possibilità di successo dell’azione di recupero che comunque, salvo situazioni eccezionali e analizzate caso per caso, non proseguiranno con l’ulteriore fase esecutiva.

Il rapporto con l’avvocato può essere negoziato e dipende anche dalla quantità delle posizioni e dal successo del suo lavoro

È vero che spesso il creditore dovrà concedere dilazioni di pagamento, ma è altrettanto vero che questo consente più facilmente di inserire nel piano di rientro anche le spese legali, così che l’avvocato sarà “incluso” nella rateazione e il suo costo non graverà sull’azienda creditrice.

Per quanto riguarda infatti il compenso dell’avvocato, per l’azienda che avesse da gestire un numero di posizioni rilevante, se non addirittura massivo, potrebbe rivelarsi preferibile prevedere, oltre al rimborso delle anticipazioni di cui si è detto sopra, una quota di onorari fissa in misura inferiore a quella che normalmente viene liquidata dal giudice in sede di emissione del decreto ingiuntivo.

A questo onorario “forfettario”, andrebbe poi abbinata una quota percentuale variabile secondo il valore del credito o l’ammontare effettivamente incassato.

In caso di mancato recupero del credito l’azienda creditrice avrà così sostenuto un costo modesto e ridotto il rischio che il recuperato vada a coprire, per una quota rilevante, le spese legali.

In caso di successo, le spese saranno recuperate con il credito e la formula della “success fee”, sarà incentivante anche per lo studio legale che condividerà la soddisfazione per il successo delle attività.

L’esperienza del mio studio su lavorazioni di grandi quantità di posizioni creditorie di valore modesto, conferma che quando il debitore è reperibile e ancora attivo commercialmente, il credito viene recuperato, magari in misura a saldo e stralcio oppure integralmente e, in quest’ultimo caso, molto più facilmente in presenza di una dilazione, ma nella quasi totalità dei casi, sempre includendo la copertura delle spese legali e delle anticipazioni necessarie per azionarlo.

 

 

 

 

 

Il settore amministrativo dell’azienda ricopre un ruolo chiave nella gestione dell’insoluto, per semplificare e rendere più efficace le azioni di recupero del credito

Come qualunque problema ricorrente nella vita d’azienda, il credito insoluto può essere affrontato con procedure efficaci già dal personale che in azienda ricopre il livello amministrativo, grazie alla introduzione di semplici policy che permettano la corretta allocazione e la tempestiva gestione del credito insoluto.

Gli aspetti più importanti per una gestione del credito “sana” all’interno dell’azienda sono quelli che consentano:

  1. che si abbia tempestiva visibilità dell’insoluto;
  2. che si possa intervenire con rapidità nell’eseguire il sollecito già internamente all’azienda;
  3. che il cliente moroso percepisca che l’azienda è vigile rispetto alla puntualità dei suoi pagamenti.

Vanno introdotte in azienda chiare prassi che consentano di segnalare i ritardi nei pagamenti e che facciano discendere, da questi segnali di allarme, azioni concrete di pro-memoria o di sollecito cortese, che hanno l’effetto di rendere noto al cliente che l’azienda lo conosce, lo monitora ed è attenta alle sue problematiche.

L’effetto sul cliente in difficoltà sarà, in buona parte, quello di consentirgli di manifestare un problema o di risolverlo immediatamente.
Nei casi in cui questo non succede, l’azienda avrà il tempo di attrezzarsi per limitare le perdite e la produzione di altro insoluto, o di recuperare, con il credito, il rapporto intrattenuto con il cliente.

Un approccio di questo genere facilita il recupero del credito e consente all’azienda creditrice di maturare una percezione chiara e verosimile sulla solvibilità del proprio cliente prima ancora che l’esposizione creditoria aumenti in modo inconsapevole.

Un ritardo nel riconoscimento dello stato di insolvenza infatti, determina di per sé il rischio che il recupero del credito sia più difficile da ottenere.
Agire prima che la situazione di insolvenza sia cronicizzata consente invece una percentuale di successo maggiore nel recupero del credito.

 

Per saperne di più contatta lo studio Avv. Romano

Credit Management & Collection Awards.
Da oggi, a caccia dei più bravi.

Galà e premiazione a Milano il 16 marzo 2017
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A loro volta suddivise, ciascuna, in diverse sottocategorie, con l’obbiettivo di gratificare l’impegno di persone e società impegnate nelle diverse specifiche aree d’interesse del comparto.