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2019
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Il 12 e il 13 giugno 2019 si terrà a Milano presso la sede de “Il Gruppo 24 Ore”, l’intera filiera del comparto del credito

La Fiera del Credito, l’evento che nel giugno 2018 ha visto partecipare 2.000 persone tra aziende, banche, credit manager, responsabili delle funzioni amministrazione, controllo di gestione, pianificazione, collection e customer care, intermediari finanziari, aziende di factoring, sgr, veicoli di cartolarizzazione, agenzie di recupero, di informazioni e investigazioni sul credito, contact center, facility management, confidi, servizi di postalizzazione, assicurazioni, rappresentanti delle istituzioni e degli organismi di controllo, è ora alla seconda edizione, e si presenta densa di appuntamenti e contenuti.

Quest’ anno il tema centrale sarà quello della Sostenibilità.

Il tema della sostenibilità, nell’ambito dei crediti non esigibili, è centrale. Non solo per i primi attori, istituti di credito, servicer, agenzie di recupero, ma ogni giorno di più per il sistema-Paese, le sue possibilità di riscatto ed espansione, le relazioni internazionali con i partner europei e non.

Ogni scelta, infatti, comporta un’assunzione di responsabilità sulle tematiche e sui settori toccati dalle diverse attività di gestione del credito e la consapevolezza dell’impatto sociale, ambientale ed economico diventa essenziale oggi più che mai.

Lavorare consapevolmente, quindi, in un’ottica di sostenibilità di sistema, non solo può formare una cultura imprenditoriale attenta e coerente con i valori della società, ma anche raggiungere obiettivi di grande successo.

Anche quest’anno si terranno seminari, workshop e approfondimenti dall’indiscutibile valore pratico e teorico che saranno a disposizione di chiunque voglia approfondire gli argomenti e migliorarsi.

Un’occasione unica, di nuovo, per tutto il settore della gestione del credito e per chi conosce l’importanza di mantenersi aggiornato costantemente in questo mondo di continui
cambiamenti.

Clicca qui per scaricare il programma.

All’interno della manifestazione Fiera del Credito 2019, nell’auditorium, il 13 giugno 2019 avrà luogo l’evento NPL Day che quest’anno si intitola “Innovazione, tecnologia e sostenibilità“.

La proposta di Decreto Legge n.755 presentata alla Commissione Giustizia del Senato, contiene sostanziali modifiche all’attuale sistema giurisdizionale del recupero crediti.
L’obiettivo del DL presentato da uno dei due partiti di governo è quello dichiarato di accelerare i tempi del recupero crediti, evitando il passaggio del decreto ingiuntivo e velocizzando l’iter delle cause civili.
La novità più sostanziale sta nella previsione che consente  all’avvocato del creditore di accedere alle banche dati pubbliche senza  passare per il Tribunale, eliminando così l’obbligo di rivolgersi al giudice per ottenere il decreto ingiuntivo e procedere con l’esecuzione forzata.

Nell’articolo 1 del DL 755 si legge che sarà consentito all’avvocato del creditore di intimare al debitore il pagamento entro il termine di 20 giorni, invece degli attuali 40.

In caso di mancata opposizione da parte del debitore sarà possibile procedere con il pignoramento. Per “scavalcare” il tribunale, l’avvocato dovrà avere dimostrare il credito vantato dal proprio assistito con prova scritta. La verifica è a carico del legale che emette l’ingiunzione. In caso di mancata verifica, l’articolo 1 del Decreto Legge 755 specifica che l’avvocato che ne risponderà disciplinarmente dinnanzi al competente ordine professionale e dovrà rimborsare le spese giudiziarie sostenute e i danni subiti dal soggetto erroneamente ingiunto. Questa responsabilizzazione dell’avvocato che assume un ruolo più simile a un pubblico ufficiale, è dunque la prima vera novità introdotta dal Decreto Legge.

L’articolo 2 poi disciplina “La ricerca preventiva con modalità telematiche dei beni da pignorare ante causam”.

L’avvocato del creditore potrà chiedere al Presidente del Tribunale l’accesso alle banche dati delle pubbliche amministrazioni e “in particolare all’anagrafe tributaria, compreso l’archivio dei rapporti finanziari, e in quelle degli enti previdenziali, per l’acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l’individuazione di cose e crediti da sottoporre a esecuzione”.

Sono compresi inoltre anche i rapporti intrattenuti dal debitore con gli istituti di credito, datori di lavoro e committenti.

Una vera disclosure di dati considerati sin’ora sensibili e meritevoli di tutela. Da qui le prime criticità rilevate sul testo, soprattutto in relazione alle normative vigenti sulla privacy.