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2012
Archive for: febbraio

AIDDA, Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda, sede di Torino, organizza per domani 24 gennaio, alle ore 19,30, un incontro sul tema «La mediazione, uno strumento di risoluzione delle controversie per l’impresa», in collaborazione con l’organismo di mediazione accreditato Aequitas adr e il coordinamento dell’avv Monica Romano di Torino.
L’incontro, seguito da una cena, si terrà presso l’enoteca Casa del Barolo,a Torino. Al centro dell’evento, sarà rappresentata la simulazione di un procedimento di mediazione, avente ad oggetto una tipica controversia commerciale. «Lo scopo dell’iniziativa», riferisce Monica Romano, avvocato torinese, mediatore e arbitro accreditato, affiliato ad Aequitas a.d.r., «è far comprendere alle imprenditrici e manager, attraverso la potenziale immedesimazione nelle parti recitanti, quali e quante siano le opportunità offerte dall’approccio conciliativo e come le qualità di un buon mediatore possano contribuire alla corretta gestione e soluzione di un conflitto». La simulazione sarà tenuta da mediatori di Aequitas a.d.r., organismo accreditato dal Ministero della Giustizia, con sede anche a Torino, che presenterà alle imprenditrici e manager di .A.I.D.D.A., anche la propria convenzione e la clausola contrattuale che consente di accedere alla mediazione volontaria.

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SCOCCA L’ORA DEL PREVENTIVO MA PER QUALCUNO È GIÀ UNA REGOLA

L’attenzione alla trasparenza
di Federica Micardi

Lavora soprattutto con le imprese anche Monica Romano, avvocato a Torino, che già dal 1997 tenta di risolvere i problemi dei clienti fuori dalle aule del tribunale. «Da sempre cerco strumenti alternativi alla causa – racconta Romano – perché le aziende con cui lavoro hanno la necessità di chiudere in tempi brevi le controversie e non possono aspettare sette anni una sentenza».
La mediazione, secondo l’avvocato Romano, offre tre vantaggi: costi contenuti, tempi brevi (la durata massima è di quattro mesi), favorisce il dialogo.
«Capisco i colleghi che non apprezzano la mediazione -afferma – perché non è per tutti, ma si tratta comunque di un ulteriore strumento a disposizione della nostra professione».
«Per me il tribunale resta l’estrema ratio, perché so, per esperienza, che raramente si ottiene ciò che ci si aspetta».

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